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lunedì 7 agosto 2017

Cancellazione del debito erariale: Equitalia non può essere difesa da un avvocato esterno (C.T.P. di Napoli, n° 11055/17)

Cancellazione del debito erariale: Equitalia non può essere difesa da un avvocato esterno (C.T.P. di Napoli, n° 11055/17)

Dopo la sentenza della C.T.P. di Varese, n° 310/17, i giudici tributari hanno confermato ulteriormente che è illegittima e priva di effetti la difesa di Equitalia (Agenzia delle Entrate - Riscossione) svolta da un avvocato "esterno" (rispetto all'organizzazione dell'Ente della Riscossione).

In altri termini, non solo è nulla la difesa dell'A.d.R., ma è inutilizzabile anche tutta la documentazione prodotta in atti (ad esempio quando viene contestata la mancata notifica delle cartelle di pagamento, ).

Così motivano i giudici: "la costituzione in giudizio dell'Agente della Riscossione" (ossia il deposito del proprio atto difensivo) "e tutti gli atti compiuti in suo nome e per suo conto, comprese le produzioni documentali non possono essere ritenute valide".

Ovviamente, è interesse del contribuente, all'interno del processo promosso contro l'Ente, sottolineare il vizio di difesa dell'Agente delal Riscossione, mediante la memoria da depositare entro 10 giorni liberi prima della discussione in udienza.

  di Federico Marrucci

Avvocato Tributarista in Lucca, Viareggio e Pisa 
(presso Studio Legale e Tributario Marrucci)
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mercoledì 2 agosto 2017

Nullo l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate senza delega del funzionario (Cass. n° 26295/16)

Nullo l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate se la delega del funzionario (che ha sottoscritto l'atto) non esiste oppure è viziata

La Corte di Cassazione, negli ultimi anni, ha adottato un orientamento "severo" nei confronti degli avvisi di accertamento notificati dall'Agenzia delle Entrate, laddove il funzionario che ha sottoscritto l'atto è sprovvisto di delega oppure se la stessa sia viziata.

La norma (art. 42, comma 1, D.P.R. n° 600/73) prevede che l'avviso di accertamento deve essere sottoscritto dal "capo dell'Ufficio" o "da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato".

Quando il capo dell'ufficio delega un altro funzionario, avviene frequentamente che il delegato non abbia accesso alla carriera direttiva oppure la stessa delega sia viziata, ad esempio:
- è generica (C.T.R. della Lombardia, n° 1411/13/17) o in bianco (Cass. n° 12960/17)
- ha una scadenza temporale (in questo caso è necessario verificare quando il delegato abbia sottoscritto l'avviso di accertamento): in sostanza sono vietate le deleghe scadute;
- il delegato può firmare entro certi limiti economici, ad esempio per determinati avvisi di accertamento che non superano un ben preciso valore di maggior reddito accertato ai danni del contribuente.

E' bene ricordare che è interesse dello stesso contribuente a sollevare, sin dal ricorso, l'eccezione di violazione dell'art. 42, comma 1 richiamato. In seguito sarà l'Agenzia delle Entrate a provare, con documenti aventi data certa, che la delega è corretta e che non vi siano vizi elencati in precendenza.

  di Federico Marrucci

Avvocato Tributarista in Lucca, Viareggio e Pisa 
(presso Studio Legale e Tributario Marrucci)
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giovedì 27 luglio 2017

Cancellazione del debito di Equitalia (Agente della Riscossione): senza le cartelle e relate in originale, il debito erariale è annullato

Cancellazione del debito di Equitalia: senza le cartelle e relate in originale, il debito erariale è annullato (Cass. 5077/17)

La Giurisprudenza di merito e di legittimità (Cass. n° 5077/17, Cass. n° 4801/17) ha stabilito, con un orientamento ben solido sulla questione, che è nulla la notifica dell'atto amministrativo trasmesso al contribuente (sia cartella esattoriale di Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate - Riscossione, sia gli avvisi di accertamento dell'Agenzia delle Entrate), senza che siano depositati in giudizio gli originali degli atti e delle relate.

Ovviamente è interesse ed onere del contribuente sollevare la problematica all'interno della propria difesa.

In effetti, da un punto di vista normativo, l'art. 22, comma 5, D. Lgs. n° 546/92, incombinato disposto con gli artt. 2712 e 2719 c.c. consente alla parte processuale contro cui sono stati depositati determinati documenti in copia (o conformi all’originale), di contestarne l’efficacia probatoria.
Innanzi a tale disconoscimento, sull'Agente della Riscossione (ex Equitalia) “incombe l’onere di produrre gli originali: in assenza di detto incombente a carico di quest’ultima parte processuale, "non vi è prova della notifica della cartella a carico del contribuente".

In sostanza, senza la produzione degli originali, il debito erariale è da annullare ed il cittadino non deve pagare alcuna somma allo Stato.

Per maggiori dettagli si veda l'articolo pubblicato dal sottoscritto su Altalex:  http://www.altalex.com/documents/news/2017/07/19/cartelle-esattoriali, in relazione alla recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lucca n° 260/17.

  di Federico Marrucci

Avvocato Tributarista in Lucca, Viareggio e Pisa 
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martedì 30 maggio 2017

Cancellazione debito Equitalia: la cartella esattoriale art. 36 bis deve essere preceduta dall'avviso bonario (art. 6, comma 5, Legge n° 212/2000)

Cancellazione debito Equitalia: la cartella esattoriale da art. 36 bis deve essere preceduta dall'avviso bonario (art. 6, comma 5, Legge n° 212/2000), pena la nullità della cartella

Nell'ipotesi in cui viene notificata al contribuente la Cartella esattoriale (di pagamento) di Equitalia (art. 36 bis, D.P.R. n° 600/73), l'Agenzia delle Entrate è obbligata a trasmettere l'avviso bonario, in caso di incertezze.

Sul punto, l'art. 6, comma 5, Legge n° 212/2000 (Statuto dei Diritti del Contribuente), sancisce l'obbligo dell'invio dell'avviso bonario dall'Agenzia delle Entrate al contribuente, pena la nullità della cartella esattoriale (vedi ultimo capoverso del comma 5).

Ad onor del vero, l'Agenzia delle Entrate comunica sempre l'avviso bonario al cittadino (almeno a parole, come risulta dalla motivazione della cartella di pagamento), anche quando non vi sono incertezze su quanto dichiarato dal contribuente, dunque è sempre legittimo eccepire nel ricorso la mancata comunicazione dell'avviso bonario.

Se l'Agenzia delle Entrate non dimostra detta circostanza (con documenti idonei, muniti di data certa), il giudice deve annullare la cartella esattoriale.

 di Federico Marrucci
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lunedì 22 maggio 2017

Cancellazione debito Equitalia: cartella nulla se notificata al coniuge senza l'invio della raccomandata informativa (Cass. n° 2868/17)

Cancellazione debito Equitalia: cartella nulla se notificata al coniuge senza l'invio della raccomandata informativa (Cass. n° 2868/17)


La Corte di Cassazione con la recente sentenza n° 2868/17 ha affermato che è nulla la cartella esattoriale (e quindi il debito) se notificata al coniuge (ad esempio) dell'effettivo destinatario, in assenza della spedizione, da parte di Equitalia, della lettera informativa, come previsto dall'art. 60, comma 1, lettera b-bis), D.P.R. n° 600/73.

I giudici supremi hanno qualificato questa "lettera raccomandata come un adempimento essenziale del procedimento di notifica".
Detta comunicazione non solo deve essere inviata al destinatario, ma vi deve essere anche "l'effettiva ricezione", altrimenti la notifica è viziata, pertanto nulla.

Per tale ragione, alla luce dell'insanabile vizio di notifica dovrà essere annullato automaticamente anche il credito avanzato da Equitalia ai danni del contribuente.

Ovviamente il contribuente ha diritto a contestare la nullità della cartella esattoriale anche attraverso l'impugnazione del ruolo per mezzo del relativo estratto, il quale può essere chiesto gratuitamente presso gli sportelli di Equitalia (http://equitalia-noproblem.blogspot.it/2016/02/come-cancellare-i-debiti-di-equitalia.html).

 di Federico Marrucci
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giovedì 23 febbraio 2017

Il rateizzo presentato ad Equitalia non rappresenta alcun riconoscimento di debito del contribuente (Cass. n° 3347/2017)

Il rateizzo presentato ad Equitalia non rappresenta alcun riconoscimento di debito del contribuente (Cass. n° 3347/2017)

Con una recente pronuncia, la Suprema Corte (n° 3347/17) ha affermato che la domanda di rateizzo presentata dal cittadino presso Equitalia (o Agenzia delle Entrate, Inps etc) non costituisce alcun riconoscimento del debito a favore dello Stato.


La questione è la seguente: con la presentazione della domanda di rateizzo (c.d. piano di ammortamento) il contribuente non rinuncia ad opporsi alla richiesta, ma decide unicamente di pagare in forma rateale il debito, al fine di scongiurare pignoramenti o misure cautelari (ipoteche).

Infatti, motivano i giudici di Roma, il contribuente ha sempre il diritto di contestare la somma richiesta, attraverso l'impugnazione del ruolo/cartelle esattoriali/avvisi di accertamento da ritirare presso Equitalia http://equitalia-noproblem.blogspot.it/2016/02/come-cancellare-i-debiti-di-equitalia.html.

Con detta procedura, l'interessato potrà sempre contestare (ad esempio) la mancata impugnazione degli atti dai quali deriva il debito oppure può essere lamentata l'intervenuta prescrizione http://equitalia-noproblem.blogspot.it/2016/12/cancellazione-debito-equitalia-i.html.

Così scrivono i giudici della Corte di Cassazione "la rateazzazione chiesta dal ricorrente non costituisce acquiescenza".

di Federico Marrucci
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giovedì 29 dicembre 2016

La prescrizione e la rottamazione delle cartelle Equitalia bloccano i pignoramenti e le ipoteche? Cancellare i debiti con Equitalia

Cancellazione debito Equitalia: la rottamazione delle cartelle blocca i pignoramenti e le ipoteche?

Il contribuente, a fronte della notifica della intimazione di pagamento da parte di Equitalia, può attivarsi per bloccare l'azione esecutiva dell'Ente, ossia pignoramento di immobili oppure azioni cautelari, come ipoteche o fermi amministrativi del proprio veicolo.

1) La rottamazione delle cartelle esattoriali ("definizione agevolata")

Come noto, entro la data del 31.03.2017, il cittadino, presentando domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali, ottiene il "blocco" delle azioni eseceutive e/o cautelari.
La domanda, tuttavia, non può invece interrompere il pignoramento presso terzi già iniziato.
Ovviamente, è possibile bloccare i pignoramenti/fermi amministrativi/ipoteche per le cartelle esattoriali su cui il cittadino decide di rottamarle ("definizione agevolata").

Il limite del procedimento di rottamazione è che il contribuente rinuncia a proseguire il processo tributario o civile nei confronti di Equitalia avviato (ad esempio) per vizio di notifica delle cartelle esattoriali (http://equitalia-noproblem.blogspot.it/2016/03/cancellazione-debito-equitalia-vizio-ed.html) o per intervenuta prescrizione quinquennale, come da ultima pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n° 23397/16 (http://equitalia-noproblem.blogspot.it/2016/12/cancellazione-debito-equitalia-i.html e http://www.altalex.com/documents/news/2016/12/01/cartella-esattoriale-non-impugnata-la-prescrizione-e-di-5-anni).

2) Domanda di sospensione "legale" della riscossione di Equitalia (Legge n° 228/12, Legge di Stabilità 2013)

La Legge di Stabilità 2013 (art. 1, commi 537 e seguenti) ha consentito al contribuente, destinatario di un atto da parte di Equitalia, di bloccare immediatamente la "futura" azione esecutiva/cautelare trasmettendo - entro 60 giorni - un'apposita comunicazione all'Ente della Riscossione, lamentando la prescrizione del credito.

Se dopo 220 giorni dalla presentazione della domanda, l'ente creditore (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail) non risponde, le somme contestate vengono annullate di diritto.

Proprio su tale aspetto, si veda la pronuncia n° 7096/16 della Commissione Tributaria Provinciale di Milano. 


3) Presentazione del ricorso davanti al giudice tributario (o civile)

Dopo la notifica dell'intimazione di pagamento da parte di Equitalia, il contribuente può sempre decidere di chiedere l'annullamento delle cartelle esattoriali in contestazione davanti  al giudice competente.
In sede tributaria (Commissione Tributaria Provinciale), il D. Lgs. n° 546/92, art. 47 prevede la facoltà per il contribuente di chiedere la sospensione dell'atto impugnato, ossia l'intimazione di pagamento: a quel punto, viene fissata un'udienza apposita, funzionale - appunto - per decidere se vi sono i presupposti per la sospensione della richiesta di Equitalia.

 di Federico Marrucci
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