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mercoledì 14 marzo 2018

Cancellare debito con l'Agenzia delle Entrate: preventivo contraddittorio obbligatorio anche negli "accessi" brevi; nullità del debito (Cass. n° 5999/18)

Cancellare debito con l'Agenzia delle Entrate: preventivo contraddittorio obbligatorio anche negli "accessi" brevi; nullità del debito (Cass. n° 5999/18)

La Corte di Cassazione, con la recente pronuncia n° 5999/18, ha affermato il principio che il contraddittorio preventivo (prima dell'emissione e notifica dell'avviso di accertamento) deve sempre essere svolto (da parte dell'Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza) anche negli accessi di breve durata o istantanei (ad esempio per la semplice acquisizione di documenti).

Come noto, l'art. 12, comma 7, Legge n° 212/2000 impedisce che possano essere emessi gli avvisi di accertamento prima dei 60 giorni dalla consegna del verbale di chiusura, ossia il processo verbale di constatazione. 

Dunque, senza la consegna del verbale "definitivo" al contribuente non può considerarsi correttamente svolto il preventivo contraddittorio a favore del contribuente e dunque l'avviso di accertamento (successivamente notificato) dovrà essere dichiarato nullo come - ovviamente - il debito erariale.

Sul punto i giudici hanno specificato che senza il verbale di chiusura, il termine di 60 giorni non può iniziare.

di Federico Marrucci



Avvocato Tributarista in Lucca, Viareggio e Pisa  (presso Studio Legale e Tributario Marrucci)
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sabato 10 marzo 2018

Cancellare debito dell'Agente della Riscossione (ex Equitalia): è nulla la cartella di pagamento, consegnata a persona diversa dal destinatario, in assenza di spedizione della lettera informativa (art. 60, lett. b-bis, D.P.R. n° 600/73)

Cancellare cartella esattoriale e debito dell'Agente della Riscossione (ex Equitalia): è nulla la cartella di pagamento, consegnata a persona diversa dal destinatario, in assenza di spedizione della lettera informativa (art. 60, lett. b-bis, D.P.R. n° 600/73)

La Corte di Cassazione, con la sentenza n° 19730/2016, ha stabilito che è nulla la cartella di pagamento, consegnata ad una persona diversa dal destinatario (ossia il nominativo indicato nella “busta"), qualora l'Agenzia delle Entrate - Riscossione (ex Equitalia) non provvede all'invio della raccomandata informativa, come imposto dall'articolo 60, lettera b-bis, del D.P.R. n° 600/73.

L'art. 60, lett. b-bis, D.PR. 600/73, stabilisce, infatti, che se la cartella è consegnata ad un soggetto diverso dal reale destinatario (ad esempio alla moglie, al figlio ecc.), "il messo consegnatario (il postino) deve dare notizia dell'avvenuta notificazione (all'effettivo destinatario) a mezzo di lettera raccomandata".

Ma che cosa è la lettera informativa (art. 60, lett. b-bis, D.P.R. n° 600/73)?

Nel caso in cui il messo notificatore (il postino) consegni la cartella di pagamento ad una persona che si trovi presso l'indirizzo di residenza del destinatario (ad esempio: l'effettivo destinatario è il marito ed il postino consegna la cartella esattoriale alla moglie), è obbligato ad inviare - mediante raccomandata con ricevuta di ritorno - una lettera informativa.

Infatti, dopo la consegna della cartella esattoriale ad una persona diversa dal contribuente, l’attività di notifica non è conclusa: il postino deve inviare una lettera informativa, mediante la quale informa il destinatario della cartella di pagamento che quest'ultima è stata consegnata ad altro soggetto (moglie, marito, figlio, padre o madre ecc.).

In assenza dell'invio della raccomandata informativa, la notifica della cartella di pagamento è nulla e, di conseguenza, è nullo anche il debito in essa indicato.

I Giudici della Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, hanno - infatti - affermato che "la notifica a mezzo posta eseguita mediante consegna dell'atto a persona diversa dal destinatario... non può considerarsi eseguita finché non sopraggiunga l'ulteriore adempimento della spedizione della lettera raccomandata che informa il destinatario dell'avvenuto recapito dell'atto ad un altro soggetto", per cui "l'omessa spedizione della lettera raccomandata costituisce un vizio di notifica, il quale determina la nullità della notificazione".

Ovviamente il contribuente ha diritto a contestare la nullità della cartella esattoriale anche attraverso l'impugnazione del ruolo per mezzo del relativo estratto, il quale può essere chiesto gratuitamente presso gli sportelli dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione (ex Equitalia - http://equitalia-noproblem.blogspot.it/2016/02/come-cancellare-i-debiti-di-equitalia.html).

 di Maurizio Naseddu
Avvocato Tributarista in Lucca, Viareggio e Pisa 
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venerdì 3 novembre 2017

Come cancellare ipoteca Equitalia: vendere l'immobile ipotecato o pignorato (art. 52, comma 2bis, D.P.R. n° 602/73)

Come cancellare ipoteca Equitalia: vendere l'immobile ipotecato o pignorato (art. 52, comma 2 bis, D.P.R. n° 602/73)

In caso di "ipoteca esattoriale" (promossa dall'Agenzia della Riscossione, ex Equitalia), il debitore può vendere l'immobile con il consenso dello stesso Ente della Riscossione.

La norma, art. 52, comma 2 bis, D.P.R. n° 602/73, in tema appunto di vendita degli immobili ipotecati o pignorati, consente al debitore di decidere di vendere l'immobile, trasmettendo, in primo luogo, la richiesta alla ex Equitalia, la quale - in seguito - incasserà la somma per effetto della vendita e con l'impegno a cancellare l'ipoteca in parola.

 di Federico Marrucci


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sabato 21 ottobre 2017

Cancellazione debito erariale: nulla la cartella esattoriale senza "lettera informativa" nei casi di irreperibilità del contribuente (art. 140 c.p.c.) Cass. 15902/17

Cancellazione debito erariale: nulla la cartella esattoriale senza "lettera informativa" nei casi di irreperibilità relativa del contribuente  (art. 140 c.p.c.) Cass. 15902/17

La Corte di Cassazione, dopo la sentenza n° 25079/14, ha stabilito che è nulla la notifica della cartella esattoriale se l'Agente della Riscossione (ex Equitalia) oppure l'Agenzia delle Entrate, non dimostri che la lettera informativa sia stata inviata e consegnata all'effettivo destinatario della medesima cartella.

Che cosa è la "lettera informativa" (art. 140 c.p.c.)?

Nell'ipotesi in cui il messo notificatore (postino), al momento della notifica, non trovi alcuna persona presso l'abitazione del contribuente (c.d. irreperibilità relativa), è obbligato ad effettuare la notifica ai sensi dell'art. 140 c.p.c.

In breve, al fine di far conoscere al destinatario circa l'esistenza della cartella esattoriale ai suoi danni, deve consentire all'interessato di prenderne conoscenza, mediante - appunto - la lettera informativa.

Infatti, dopo il tentativo (con esito negativo) del messo notificatore di consegnare la cartella esattoriale personalmente al contribuente, il medesimo postino deve depositare la cartella esattiva presso il Comune, dove il contribuente - ricevuta la lettera informativa - potrà recarsi a ritirare il plico.

Così chiarisce la Corte di Cassazione: "si, è, altresì statuito (Cass. n. 25079 del 26/11/2014) che "in tema di notifica della cartella di pagamento, nei casi di "irreperibilità cd. relativa" del destinatario [...] è necessario, ai fini del suo perfezionamento, che siano effettuati tutti gli adempimenti ivi prescritti, incluso l'inoltro al destinatario e l'effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito dell'atto presso la casa comunale, non essendone sufficiente la sola spedizione".

In breve, è necessario che la lettera informativa sia stata spedita dal messo notificatore e ricevuta dal contribuente: senza tali elementi la cartella esattoriale è nulla, come anche il debito erariale a carico del cittadino.

di Federico Marrucci

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lunedì 7 agosto 2017

Cancellazione del debito erariale: Equitalia non può essere difesa da un avvocato esterno (C.T.P. di Napoli, n° 11055/17)

Cancellazione del debito erariale: Equitalia non può essere difesa da un avvocato esterno (C.T.P. di Napoli, n° 11055/17)

Dopo la sentenza della C.T.P. di Varese, n° 310/17, i giudici tributari hanno confermato ulteriormente che è illegittima e priva di effetti la difesa di Equitalia (Agenzia delle Entrate - Riscossione) svolta da un avvocato "esterno" (rispetto all'organizzazione dell'Ente della Riscossione).

In altri termini, non solo è nulla la difesa dell'A.d.R., ma è inutilizzabile anche tutta la documentazione prodotta in atti (ad esempio quando viene contestata la mancata notifica delle cartelle di pagamento, ).

Così motivano i giudici: "la costituzione in giudizio dell'Agente della Riscossione" (ossia il deposito del proprio atto difensivo) "e tutti gli atti compiuti in suo nome e per suo conto, comprese le produzioni documentali non possono essere ritenute valide".

Ovviamente, è interesse del contribuente, all'interno del processo promosso contro l'Ente, sottolineare il vizio di difesa dell'Agente delal Riscossione, mediante la memoria da depositare entro 10 giorni liberi prima della discussione in udienza.

  di Federico Marrucci

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mercoledì 2 agosto 2017

Nullo l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate senza delega del funzionario (Cass. n° 26295/16)

Nullo l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate se la delega del funzionario (che ha sottoscritto l'atto) non esiste oppure è viziata

La Corte di Cassazione, negli ultimi anni, ha adottato un orientamento "severo" nei confronti degli avvisi di accertamento notificati dall'Agenzia delle Entrate, laddove il funzionario che ha sottoscritto l'atto è sprovvisto di delega oppure se la stessa sia viziata.

La norma (art. 42, comma 1, D.P.R. n° 600/73) prevede che l'avviso di accertamento deve essere sottoscritto dal "capo dell'Ufficio" o "da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato".

Quando il capo dell'ufficio delega un altro funzionario, avviene frequentamente che il delegato non abbia accesso alla carriera direttiva oppure la stessa delega sia viziata, ad esempio:
- è generica (C.T.R. della Lombardia, n° 1411/13/17) o in bianco (Cass. n° 12960/17)
- ha una scadenza temporale (in questo caso è necessario verificare quando il delegato abbia sottoscritto l'avviso di accertamento): in sostanza sono vietate le deleghe scadute;
- il delegato può firmare entro certi limiti economici, ad esempio per determinati avvisi di accertamento che non superano un ben preciso valore di maggior reddito accertato ai danni del contribuente.

E' bene ricordare che è interesse dello stesso contribuente a sollevare, sin dal ricorso, l'eccezione di violazione dell'art. 42, comma 1 richiamato. In seguito sarà l'Agenzia delle Entrate a provare, con documenti aventi data certa, che la delega è corretta e che non vi siano vizi elencati in precendenza.

  di Federico Marrucci

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giovedì 27 luglio 2017

Cancellazione del debito di Equitalia (Agente della Riscossione): senza le cartelle e relate in originale, il debito erariale è annullato

Cancellazione del debito di Equitalia: senza le cartelle e relate in originale, il debito erariale è annullato (Cass. 5077/17)

La Giurisprudenza di merito e di legittimità (Cass. n° 5077/17, Cass. n° 4801/17) ha stabilito, con un orientamento ben solido sulla questione, che è nulla la notifica dell'atto amministrativo trasmesso al contribuente (sia cartella esattoriale di Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate - Riscossione, sia gli avvisi di accertamento dell'Agenzia delle Entrate), senza che siano depositati in giudizio gli originali degli atti e delle relate.

Ovviamente è interesse ed onere del contribuente sollevare la problematica all'interno della propria difesa.

In effetti, da un punto di vista normativo, l'art. 22, comma 5, D. Lgs. n° 546/92, incombinato disposto con gli artt. 2712 e 2719 c.c. consente alla parte processuale contro cui sono stati depositati determinati documenti in copia (o conformi all’originale), di contestarne l’efficacia probatoria.
Innanzi a tale disconoscimento, sull'Agente della Riscossione (ex Equitalia) “incombe l’onere di produrre gli originali: in assenza di detto incombente a carico di quest’ultima parte processuale, "non vi è prova della notifica della cartella a carico del contribuente".

In sostanza, senza la produzione degli originali, il debito erariale è da annullare ed il cittadino non deve pagare alcuna somma allo Stato.

Per maggiori dettagli si veda l'articolo pubblicato dal sottoscritto su Altalex:  http://www.altalex.com/documents/news/2017/07/19/cartelle-esattoriali, in relazione alla recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lucca n° 260/17.

  di Federico Marrucci

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